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ALCOL

Sostanza organica derivata dalla fermentazione alcolica di alcuni ceppi batterici e lieviti. L’alcol contenuto nelle bevande è noto come etanolo, ed è l’unico tipo di alcol adatto al consumo. L’etanolo è una molecola relativamente piccola che viene assorbita facilmente e rapidamente dall’organismo. Una volta deglutite e dopo aver attraversato lo stomaco e l’intestino tenue, le molecole di alcol sono trasportate velocemente in tutto l’organismo attraverso il torrente circolatorio ed entrano a contatto diretto con le cellule di quasi tutti gli organi.

Fig 1Tuttavia è il cervello l’organo in cui gli effetti sono percepiti per primi ed in maniera predominante, dal momento che qui arriva una grossa parte del sangue pompato dal cuore e visto che il cervello assorbe molto bene l’alcol (che è sia liposolubile che idrosolubile).

Quando si beve a stomaco vuoto, il sangue assorbe l’alcol molto rapidamente e il picco di concentrazione ematica è raggiunto in un’ora circa. L’assorbimento elevato di alte concentrazioni di alcol può inibire l’attività dei centri cerebrali deputati al controllo del respiro, causando perdita di coscienza e perfino la morte. A livello del Sistema Nervoso Centrale l’alcol può avere effetti sia attivanti che inibenti sui circuiti neuronali anche se, ad oggi, i meccanismi attraverso cui ciò può avvenire, sono ancora sostanzialmente sconosciuti.

L’azione principale svolta dall’alcol a livello cerebrale è comunque quella di deprimere l’attività sinaptica tra i neuroni, mostrando effetti simili a quelli di altri sedativi, come i barbiturici e le benzodiazepine.

L’alcol produce effetti specifici e potenti sulle funzioni di almeno due tipi di importanti recettori neuronali: i recettori per il GABA (acido gamma-aminobutirrico) e quelli per il glutammato. Questi due neurotrasmettitori sono responsabili della maggior parte dell’attività cerebrale inibitoria (GABA) ed eccitatoria (glutammato). L’alcol deprime l’attività cerebrale principalmente aumentando l’attività inibitoria dei recettori GABA e riducendo l’attività eccitatoria del glutammato. Mentre l’aumento dell’attività del GABA è probabilmente responsabile della maggior parte degli effetti sedativi dell’alcol, la soppressione dell’attività del glutammato, principalmente agendo su un suo particolare recettore chiamato NMDA, può avere, anche a dosi molto basse, un effetto specifico sulla formazione dei ricordi e sul problem solving. Quest’azione è probabilmente responsabile dei deficit di memoria a cui vanno incontro le persone dopo aver bevuto.

Agendo sul sistema GABAergico, l’alcol provoca anche un incremento della dopamina nei centri cerebrali della gratificazione. Alcuni ricercatori hanno notato che esiste una correlazione tra il metabolismo dell’alcol e quello degli oppiacei: alcuni intermedi del metabolismo degli oppiacei, gli alcaloidi Benzilisochinolinici del Papaver somniferum, somigliano ad altri alcaloidi, le tetraidroisochinoline o TIQ, del metabolismo intermedio dell’alcool. L’etanolo, l’acetaldeide e le TIQ sembrano legarsi preferenzialmente ad uno o più recettori per gli oppioidi di tipo delta. Si è oggi convinti pertanto che questi alcaloidi morfino-simili svolgano un ruolo chiave nel predisporre al craving ed alla dipendenza alcolica.


Per saperne di più: http://alcol.dronet.org/index.html

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