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Offerta clinica

VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA

E’ oggi possibile integrare la pratica clinica convenzionale (valutazione medico-psichiatrica e infettivologica, storia tossicologica, condizione sociale, condizione motivazionale) che normalmente si svolge presso i servizi per le dipendenze, con alcune tecniche neuropsicologiche.
Possono accedere a questa valutazione tutti i maggiorenni che ne fanno richiesta e, con il consenso dei genitori o del legale tutore, i minorenni. L’inviò può essere fatto anche da parte di medico o altro operatore che, avendo già in carico la persona, ritiene utile una valutazione neuropsicologica.

PRIMA VISITA
E’ il momento in cui lo specialista, dopo aver raccolto la richiesta e acquisite le informazioni ritenute necessarie, definisce l’iter di valutazione costruendo un’agenda d’impegni. Qualora la persona non avesse già fatto la valutazione convenzionale sarà necessario organizzare quanto serve per farla.
A seconda delle diagnostiche richieste dal medico, l’iter di valutazione dura circa quattro settimane, al termine delle quali è previsto l’incontro di restituzione.

CONOSCERE IL CERVELLO
E’ importante avere una corretta conoscenza della struttura, del funzionamento del nostro cervello e di come le droghe possono alterarlo.  A tale scopo viene fornito del materiale informativo che sarà possibile commentare con lo specialista. Utilizzando una check-list prima e dopo la consegna del materiale informativo sarà possibile verificare l’avvenuto corretto apprendimento.

NEURO-TOSSICOLOGIA
Lo specialista ricostruisce la storia tossicologica della persona mettendo in relazione l’età, il genere, il tipo di  sostanze non prescritte utilizzate e le modalità di assunzione. In questa maniera sarà possibile stimare la gravità dell’uso per ogni singola sostanza. Queste informazioni potranno essere messe in relazione con i risultati di una eventuale risonanza magnetica encefalica.

FUNZIONI COGNITIVE
L’uso di droghe e alcol può alterare alcune funzioni cognitive come la memoria, l’attenzione, il decision making (capacità di prendere decisioni), il risk taking e il controllo degli impulsi.
Compilando una check-list la persona può segnalare quali di queste o altre capacità sente alterate quando usa droghe. Utilizzando specifici test sarà poi possibile verificare se vi è una compromissione di queste funzioni.

DIAGNOSTICHE NON INVASIVE
Qualora lo specialista ritenga opportuno verranno proposte alcune diagnostiche non invasive come la risonanza magnetica encefalica e l’elettroencefalografia (EEG) e i potenziali evocati. Mentre la risonanza magnetica permette di “fotografare” il cervello ed escludere alterazioni morfologiche, vascolari e metaboliche, l’EEG consente di verificarne il corretto funzionamento elettrico.

RESTITUZIONE
Una volta ultimati tutti gl’impegni previsti e ottenute le risposte delle eventuali indagini strumentali consigliate dal medico, si effettua un incontro nel quale si commenta quanto fatto:

  • Conoscenza del cervello: utilità del materiale informativo sul cervello.
  • Neurotossicologia: traiettoria dell’uso per ogni sostanza usata, diagnosi tossicologiche e gravità.
  • Funzioni cognitive: esito dei test neuropsicologici.
  • Diagnostiche non invasive: esito delle diagnostiche eseguite.

EVENTUALE TRATTAMENTO
Nel caso il medico lo ritenga opportuno, sulla base dell’esito della valutazione, verranno proposti trattamenti che potranno essere di diverso tipo: educativi, psicologici, neuropsicologici, farmacologici, trattamenti non invasivi con dispositivi medici.